La cucina italiana diventa patrimonio dell’umanità: l’Unesco la riconosce nella sua interezza. Per la prima volta nella storia, un’intera tradizione gastronomica nazionale entra nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. A firmare il via libera – all’unanimità – è stato il Comitato intergovernativo dell’Unesco riunito a New Delhi, in India. La cucina italiana viene definita come una “miscela culturale e sociale di saperi e pratiche culinarie”, un linguaggio affettivo che permette di prendersi cura di sé e degli altri, di esprimere identità e memoria, e di condividere con le comunità un racconto collettivo.
Unesco: la cucina italiana è Patrimonio culturale immateriale dell’umanità – La decisione è stata accolta in sala da un lungo applauso, coronamento di un dossier che ha gareggiato con altri 59 provenienti da 56 Paesi. L’Unesco sottolinea come il “cucinare all’italiana” sia un potente veicolo di inclusione: promuove benessere, rafforza i legami sociali e alimenta un apprendimento intergenerazionale continuo, fatto di gesti tramandati, sapori condivisi e momenti di convivialità.

Nella cultura italiana, la cucina è innanzitutto un rito comunitario: valorizza il rapporto intimo con il cibo, il rispetto per l’ingrediente e l’importanza del tempo trascorso attorno alla tavola. Un patrimonio fatto di ricette nate per non sprecare nulla, di saperi che viaggiano da una generazione all’altra, di ruoli fluidi che rendono l’esperienza culinaria davvero inclusiva, capace di oltrepassare confini culturali e barriere d’età.
Il dossier di candidatura – Curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, ha permesso così in quel 23 marzo 2023 al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e al Ministero della Cultura di lanciare la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, evidenziando inoltre gli sforzi compiuti negli ultimi sessant’anni da comunità e istituzioni come La Cucina Italiana, l’Accademia Italiana della Cucina e la Fondazione Casa Artusi, ma anche Anci, Slow Food, Federazione Italiana Cuochi, tutti insieme custodi di un patrimonio che oggi consacra all’Italia un primato mondiale: quello del maggior numero di riconoscimenti Unesco legati all’agroalimentare in rapporto ai beni complessivi iscritti. Oggi, 10 dicembre 2025 alle ore 10:44 la proclamazione.

Delle 21 tradizioni italiane entrate nella lista dei patrimoni immateriali, ben nove appartengono infatti al mondo del cibo e delle pratiche rurali: dalla nuova arrivata cucina italiana all’arte dei pizzaiuoli napoletani, dalla transumanza ai muretti a secco, dalla vite ad alberello dello zibibbo di Pantelleria alla dieta mediterranea, fino alla cerca del tartufo, ai sistemi irrigui tradizionali e all’allevamento dei cavalli lipizzani.
L’ambasciatore più formidabile – In un videomessaggio inviato al comitato riunito in India, la premier Giorgia Meloni ha commentato il traguardo definendo la cucina italiana «il nostro ambasciatore più formidabile». E ancora «accompagna il turismo, arricchisce la nostra offerta culturale e racconta al mondo il desiderio dell’Italia di essere presente ovunque esistano comunità che si riconoscono nei suoi valori», ha detto la presidente del Consiglio, dedicando il riconoscimento «a tutti gli italiani nel mondo».
Di oggi e di ieri!



