Il vino si conferma molto più di un prodotto: è un linguaggio culturale, uno spazio di incontro e un motore di responsabilità sociale. In questa prospettiva si inserisce la serata organizzata dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino a Villa Della Torre, dimora della socia Marilisa Allegrini, che ha trasformato un momento conviviale in un’occasione di riflessione sul ruolo del cibo come strumento di cambiamento.
Oltre 140 ospiti tra produttrici, istituzioni e protagonisti del settore si sono ritrovati in una delle cornici più suggestive della Valpolicella per un evento che ha intrecciato degustazione, racconto e visione. Un appuntamento che conferma il percorso dell’associazione nel promuovere una cultura del vino sempre più attenta ai temi della sostenibilità, della solidarietà e dell’impatto sociale.
Nel corso della serata sono stati assegnati tre riconoscimenti a realtà che, attraverso il cibo, costruiscono percorsi concreti di inclusione, sostegno e sviluppo. Premi che non hanno solo un valore simbolico, ma rappresentano una narrazione condivisa di impegno e responsabilità.
Alla Fondazione Cesvi è stato conferito il premio “Cibo per la Vita, oltre il confine”, per l’attività svolta nelle emergenze umanitarie e nel sostegno alle popolazioni più fragili. In contesti segnati da guerre e crisi, l’organizzazione garantisce aiuti alimentari e percorsi di dignità, accompagnando le comunità verso forme di autonomia e ricostruzione. Attraverso progetti come “Arance contro la povertà”, Cesvi promuove inoltre sviluppo sostenibile e riscatto sociale.
Il premio “Cibo, economia del rispetto e sostenibilità” è andato a Slow Food, realtà impegnata da anni nella difesa di un modello alimentare fondato sul rispetto della terra, delle persone e delle comunità locali. Un lavoro che valorizza il ruolo delle donne nella filiera agroalimentare e tutela biodiversità, saperi tradizionali e cultura rurale, proponendo un’idea di cibo come bene comune e responsabilità condivisa.
Alle Cuoche Combattenti è stato assegnato il riconoscimento “Cibo, inclusione e dignità”, per un progetto che racconta la possibilità di rinascere attraverso il lavoro e la cucina. Donne che hanno vissuto situazioni di violenza trasformano la propria esperienza in un percorso di autonomia economica e personale, dimostrando come il cibo possa diventare strumento concreto di emancipazione e riscatto.
«Aprire le porte di Villa della Torre alle Donne del Vino è stato per me motivo di grande orgoglio» ha dichiarato Marilisa Allegrini, sottolineando come il vino possa farsi portatore di valori culturali e sociali. Sulla stessa linea la presidente Daniela Mastroberardino, che ha evidenziato come Vinitaly restituisca l’immagine di un settore consapevole, capace di fare rete e affrontare le sfide con responsabilità.
Per Barbara Ferro, amministratore delegato di Veronafiere, iniziative come questa rappresentano il cuore evolutivo della manifestazione: «Vinitaly è sempre più una piattaforma di relazioni e contenuti, dove impresa e impegno sociale si incontrano». La serata si è conclusa con un banco d’assaggio che ha riunito oltre 90 etichette delle socie produttrici, trasformando la degustazione in un momento di confronto e racconto collettivo, curato dal team sommelier delle Donne del Vino.
Photo credits ©Anna Chisaru







